SEO, GEO e AI Search: perché la visibilità oggi si gioca su un ecosistema integrato
La visibilità digitale sta attraversando il cambiamento più radicale degli ultimi vent’anni. Le AI Overviews, i Large Language Model e l’evoluzione della SERP stanno ridefinendo il concetto stesso di posizionamento.
Oggi non basta essere primi su Google. Bisogna essere selezionati dagli LLM, citati come fonte autorevole, presenti nei caroselli video, rilevanti nei contesti conversazionali.
«Molti parlano di fine della SEO. In realtà stiamo assistendo alla sua evoluzione», afferma Luca Valente, CEO & co-founder di Ploomia. «La differenza è che ora il presidio non è solo testuale. È multimodale. E chi integra video, contenuto strutturato e monitoraggio AI ha un vantaggio competitivo reale.»
Per i Direttori Marketing questo significa una cosa precisa: non ripensare solo i canali, ma ripensare gli asset.
Un contenuto oggi deve funzionare in SERP, su YouTube, nei social verticali e nei motori generativi.
Durante il Global Summit, Ploomia porterà dati di settore sull’impatto del video nelle ricerche evolute e presenterà il proprio sistema di LLM monitoring, che misura citazioni, sentiment e qualità della presenza dei brand nei modelli generativi.
«La GEO non è un hack tecnico», continua Valente. «È un’estensione strategica della SEO. E il video è oggi l’asset che aumenta in modo concreto probabilità di selezione, autorevolezza e visibilità.»
Per chi guida il marketing in aziende strutturate, la domanda non è più “come fare più traffico”, ma “come presidiare l’ecosistema AI senza perdere controllo e misurabilità”.
La risposta, oggi, passa dall’integrazione.