Interviste

Intervista ad Alessio Lucarotti, CEO di Mediaus

Cosa vi aspettate da questa edizione e con che spirito vi apprestate a parteciparvi?
Partecipiamo con entusiasmo all’edizione 2020, che affrontiamo con grinta e determinazione. Ci aspettiamo un confronto utile con le aziende che cercano servizi di qualità da agenzie in grado di comprendere le esigenze, definire progetti su misura, avviare partnership proattive, aprire nuove strade.

Quello del 2020, appena iniziato, è un traguardo importante. Il nuovo millennio ha già visto due fondamentali decenni, che ci hanno traghettato nell’era di Internet degli Oggetti, passando attraverso il web 2.0 e Internet Mobile. Quali sono i prossimi passaggi fondamentali per il marketing?
Lo step fondamentale, quello a cui abbiamo lavorato con dedizione negli ultimi mesi, è quello di raggiungere il setting mentale che permetta di trasformare i dati in informazione rilevante. In tempi come questi, nei quali i tools di raccolta e analisi dei dati spuntano uno via l’altro, assumere la prospettiva dell’utente, capirne psicologia, emozioni e motivazioni, raccordare i dati con l’attualità del contesto in cui clienti e potenziali clienti sono immersi, è ciò di cui si ha veramente bisogno. L’alternativa è un impoverimento delle azioni di comunicazione e un progressivo deperimento degli indici di performance. Creare occasioni, anche contestuali, desunte dal solo comportamento-utente, non significa aver compreso ciò che l’utente stesso pensa e prova.

I Social Media sembrano essere arrivati a un bivio fondamentale. Nei prossimi anni si deciderà la sorte di questi strumenti, il cui successo è stato rapido e globale, ma che oggi sembrano segnare il passo. Secondo voi rappresentano ancora una grande opportunità per le aziende o c’è altro da esplorare, nei prossimi anni?
Il social, come qualsiasi fenomeno, segue una curva che non può crescere all’infinito. Al contrario di quanti ne prevedono la fine, noi pensiamo che si tratti di una fase straordinariamente ricca di opportunità: il rapporto fra persone e social network si sta evolvendo verso una maturità che vuol dire consapevolezza, senso della misura e profilazione. Tocca agli attori lato business crescere per stare al passo con le proprie audiences.

Qual è il vostro modo di lavorare?
Formazione, sperimentazione, ridefinizione. Tecnologia, stili cognitivi e linguistici – in senso ampio – mutano al ritmo incessante di un fiume in piena. Per avere il controllo del timone abbiamo abbracciato la filosofia del long-life-learning, che attuiamo in maniera formale e informale, come approccio al lavoro. Poi testiamo, facciamo prove, sperimentiamo nuove strategie per ottimizzare processi e risultati. Questa prassi ci porta a una continua ridefinizione, sotto tutti i piani, dell’assetto e delle tattiche operative.

L’anno che è appena iniziato sembra essere quello in cui prenderanno definitivamente quota i contenuti interattivi: shoppable post, Augmented Reality e Virtual Reality, video a 360°, etc. La vostra azienda cosa sta proponendo al riguardo?
Abbiamo un team che segue da vicino tutti gli sviluppi tecnologici delle piattaforme ma non inseguiamo la novità perché “fa moda”. Al nuovo tentiamo sempre di anteporre il senso: per posizionamento strategico, tone of voice, target e opportunità, ha senso per una determinata azienda sviluppare contenuti iper-interattivi? Se sì procediamo, altrimenti no. Prima che a fare produzione, teniamo soprattutto a essere consulenti. Detto ciò, stiamo lavorando sull’integrazione dell’augmented reality negli e-commerce perché ci pare che sia uno sviluppo necessario per gli utenti di qualsiasi shop on line.

Grazie per averci concesso questa intervista, ci vediamo a febbraio a Pacengo di Lazise (VR).

Alessio Lucarotti Mediaus
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