Intervista a Stefano Notturno, CEO di Olojin
Come affrontate, oggi, la frammentazione dei canali e l’attenzione sempre più limitata degli utenti? Cosa potete offrire da questo punto di vista ai vostri clienti?
La frammentazione non è il problema, è l’alibi. Il vero problema è l’assenza di una struttura che trasformi i “pezzi” sparsi sui vari touchpoint in un ecosistema coerente e in continuo scambio.
È da questa visione che nascono i nostri sistemi proprietari che tengono insieme dati, relazione e identità, così ogni canale smette di essere un costo isolato e diventa parte di un disegno coerente
Strategia, strumenti, operatività, analisi… in che modo aiutate i vostri clienti ad affrontare la Rete e le sue piattaforme e a trarre il meglio?
Il digitale fallisce quando strategia e operatività non si parlano. Noi partiamo da lì. Riduciamo la complessità, scegliamo cosa non fare e colleghiamo ogni strumento a un obiettivo chiaro. Aiutiamo i clienti a smettere di rincorrere piattaforme e a iniziare a governarle, trasformando dati e touchpoint in asset che hanno un impatto reale sul business.
In che modo l’intelligenza artificiale sta già incidendo concretamente sul vostro modo di progettare strategie, produrre contenuti e ottimizzare le performance dei vostri clienti?
Il punto di forza della nostra azienda è il suo lato umano: l’intuizione, la creatività, la competenza e la sensibilità sono per noi degli asset fondamentali.
È partendo da questa consapevolezza che abbiamo introdotto l’utilizzo dell’IA, che per noi non è un sostituto ma un acceleratore. L’IA permette di velocizzare processi, è un alleato valido per la raccolta delle informazioni e un confronto utile e produttivo nella costruzione di strategie, che in ultima analisi sono elaborate sempre con un tocco umano.
È questa la visione che integriamo anche nei nostri prodotti, con versioni di IA customizzate accompagnate da un supporto nel prompt engineering con l’obiettivo di potenziare l’azione umana, e non sostituirla.
Quali KPI ritenete oggi realmente significativi per valutare l’efficacia di una strategia digitale, oltre alle metriche di vanità e come impostate il processo di analisi e misurazione?
Like, reach e impression sono metriche troppo volatili e sulle quali è difficile costruire una vera relazione. Un cliente su un social network è prima di tutto cliente del social network, e solo secondariamente della tua azienda.
Per questo cerchiamo di portare l’analisi a un livello più profondo, misurando comportamento, coinvolgimento e valore nel tempo: così possiamo scoprire chi torna, quanto resta, quanto vale davvero e come l’azienda deve muoversi per rendere questa relazione più solida.
Perché un visitatore del Global Summit Marketing & Digital dovrebbe sedersi al vostro tavolo? Cosa vi differenzia dalle altre aziende del settore?
Perché non troverà una presentazione, ma uno specchio. Al nostro tavolo si mettono in discussione assunti, modelli e abitudini che non funzionano più. Non vendiamo soluzioni standard né scorciatoie: lavoriamo con aziende che vogliono costruire vantaggi strutturali, non campagne effimere. Chi si siede con noi spesso esce con meno certezze, ma con una direzione molto più solida.