Intervista a Roberto Pala , CEO di Queryo
Quali trend del marketing digitale ritenete davvero strutturali per i prossimi 3 – 5 anni, e quali, invece, considerate sovrastimati o transitori?
A differenza del passato, quello che maggiormente deve attirare la nostra attenzione risulta essere la velocità di cambiamento. Parlavamo di AI generativa e ora parliamo già di UCP e commercio unificato agentico, la vera sfida starà nel governare tale velocità. Arrivare per primi su verticali come GEO, AEO e Commercio Agentico non significa più stare al passo con i trend che cambiano, ma può rappresentare la differenza tra vincere o arrancare in un mercato ipercompetitivo che sta mettendo il turbo. Salire sul treno in ritardo , questa volta, potrebbe costare decisamente più che in passato. Punto di partenza sarà il dato, come ormai da tempo dovrebbe essere.
In che modo l’intelligenza artificiale sta già incidendo concretamente sul vostro modo di progettare strategie, produrre contenuti e ottimizzare le performance dei vostri clienti?
Eviterò di soffermarmi su ciò che è scontato è banale. Viviamo in un mondo ormai immerso nell’AI, motivo per cui tools e piattaforme di mercato che utilizziamo quotidianamente sono ricche di tanti ingredienti precedentemente non raggiungibili. In Queryo, crediamo però che per realizzare una ricetta che cambi realmente il mercato, servano ingredienti ottimi ma anche originali. Lavoriamo, ormai da tempo con i nostri clienti, su dati non convenzionali per poter dare quel vantaggio competitivo difficilmente replicabile dai loro competitor. Prevedere il tasso di conversione di domani, agire su strategie di individuazione del target attraverso dati non standard e lavorare con LLM per trovare buchi di mercato ancora non coperto, sono solo alcune delle strategie che utilizziamo per non arrenderci al messy middle e innalzare il tasso di conversione. L’unica vera vittoria rimane sempre la massimizzazione dei ricavi con il margine deciso insieme al cliente.
Come si struttura il vostro rapporto con il cliente nel tempo: siete più fornitori, partner strategici o consulenti continuativi?
Da sempre, consideriamo kpi rappresentanti il livello qualitativo d ella nostra agenzia valori come: durata media cliente, crescita media annua, redditività media per il cliente, ritorno dell’investimento e COS. La ricerca costante del miglioramento di questo tipo di metriche, credo sia il modo più facile per rappresentare il rapporto che si va a creare con il nostro cliente. Il successo del Progetto è il successo di tutto il team unificato. Per questo motivo, la miglior definizione potrebbe essere partner s trategici continuativi proattivi. Entriamo nel business del cliente, ne condividiamo obiettivi e visione e lavoriamo come un’estensione del team interno. Questo significa anche saper dire dei “no” quando serve, portando al tavolo le motivazioni e le implic azioni future di alcune scelte e proponendo soluzioni più efficaci nel lungo periodo.
Trasparenza, presenza costante e responsabilità sui risultati sono alla base del nostro modello. Il fatto che la quasi totalità dei clienti resti con noi anno dopo anno con una vita media di oltre 10 anni e un tasso di rinnovo di quasi il 94%, dimostra com e il valore stia nella continuità e nella capacità di adattarsi insieme al mercato in veloce cambiamento grazie ad un approccio proattivo e in continua ricerca di nuove soluzioni e soprattutto nuovi grandi risultati.