Interviste

Intervista a Giampiero Monopoli, Head of Communication di MM ONE Group

In che modo l’intelligenza artificiale sta già incidendo concretamente sul vostro modo di progettare strategie, produrre contenuti e ottimizzare le performance dei vostri clienti?

Per MM ONE l’intelligenza artificiale è uno strumento di potenziamento, non di sostituzione.
La utilizziamo per accelerare analisi, lettura dei dati, produzione di varianti e simulazioni strategiche, lasciando alle persone il compito più importante: interpretare, decidere, dare direzione.
L’AI ci aiuta a liberare tempo ed energie creative, permettendo ai nostri team di concentrarsi sulla qualità delle scelte, sulla visione e sul contesto umano dei brand. È così che tecnologia e competenza lavorano insieme per generare valore reale.

Come affrontate, oggi, la frammentazione dei canali e l’attenzione sempre più limitata degli utenti? Cosa potete offrire da questo punto di vista ai vostri clienti?

La frammentazione si governa con metodo, non moltiplicando le azioni.
Affrontiamo la complessità costruendo sistemi coerenti, dove ogni canale ha un ruolo chiaro e dialoga con gli altri.
Al centro mettiamo le persone: chi comunica e chi riceve il messaggio.
Esperienza, contenuto e contesto guidano le scelte operative. In questo modo l’attenzione diventa relazione e continuità, non semplice esposizione.

Strategia, strumenti, operatività, analisi… in che modo aiutate i vostri clienti ad affrontare la Rete e le sue piattaforme e a trarre il meglio?

Accompagniamo i clienti lungo tutto il percorso, dalla visione all’esecuzione. Il nostro valore sta nell’integrazione tra competenze: strategist, creativi, tecnici e analisti lavorano come un unico team, interno ed esterno all’azienda.
Non forniamo solo strumenti, ma metodo, guida e confronto continuo.
Ogni decisione nasce dal dialogo tra dati e persone, tra obiettivi di business e identità aziendale.

Quali KPI ritenete oggi realmente significativi per valutare l’efficacia di una strategia digitale, oltre alle metriche di vanità e come impostate il processo di analisi e misurazione?

Oggi misurare significa leggere l’impatto complessivo di una strategia.
Accanto ai KPI di performance utilizziamo indicatori che raccontano qualità, continuità e valore nel tempo: engagement reale, retention, sentiment, ritorno sull’investimento e coerenza delle azioni.
Il dato diventa utile quando è comprensibile e condiviso, capace di orientare decisioni concrete e sostenibili.

Come adattate le vostre strategie a contesti e settori diversi (PMI, brand strutturati, B2B, B2C, professionisti)?

Ogni progetto parte dall’ascolto.
Cambia il contesto, cambiano le priorità, ma il metodo resta solido.
Lavoriamo con PMI, aziende strutturate, B2B e B2C costruendo soluzioni su misura, basate su obiettivi, risorse e cultura organizzativa.
La vera differenza la fanno le persone: competenze diverse, unite da una visione comune, capaci di adattarsi e crescere insieme ai clienti.

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