Intervista a Francesco Bucci, Chief of Operations & Key Account di Ploomia
In che modo l’intelligenza artificiale sta già incidendo concretamente sul vostro modo di progettare strategie, produrre contenuti e ottimizzare le performance dei vostri clienti?
L’AI non è per noi un tema teorico, ma operativo. Incide su tre livelli: strategia, produzione e misurazione.
In fase strategica utilizziamo modelli predittivi e LLM monitoring per comprendere come i brand vengono citati nelle AI Search e nelle Google AI Overviews, integrando la SEO tradizionale con la Generative Engine Optimization.
Sul piano produttivo, l’AI ci permette di trasformare un contenuto SEO validato in asset video scalabili, coerenti e distribuiti su YouTube, social e paid media.
Sulle performance, analizziamo non solo traffico e conversioni, ma anche presenza, sentiment e qualità della citazione nei modelli generativi. L’AI è uno strumento che rende il metodo più preciso, non un sostituto del pensiero strategico.
Strategia, strumenti, operatività, analisi… in che modo aiutate i vostri clienti ad affrontare la Rete e le sue piattaforme e a trarre il meglio?
Partiamo sempre dal metodo. Analizziamo search intent, scenario competitivo e obiettivi di business. Da lì costruiamo un ecosistema integrato: SEO, video strategy, social, ADV e monitoraggio LLM.
Non lavoriamo per canali, ma per coerenza. Un contenuto nasce da un dato di ricerca, diventa articolo SEO, si trasforma in video, alimenta le campagne paid e diventa fonte per gli LLM.
Il nostro compito è rendere l’ecosistema digitale misurabile e governabile, evitando frammentazioni. La rete non si “presidia” con azioni isolate, ma con una strategia che unisce creatività e performance.
Come si struttura il vostro rapporto con il cliente nel tempo: siete più fornitori, partner strategici o consulenti continuativi?
Siamo partner consulenziali.
Lavoriamo con aziende strutturate che hanno bisogno di confronto, non solo di esecuzione. Il nostro ruolo è accompagnare: aiutare a leggere i dati, a prendere decisioni, a dare priorità.
Non promettiamo risultati facili, ma costruiamo processi chiari e condivisi. Nel tempo diventiamo un’estensione del team marketing, mantenendo uno sguardo esterno e oggettivo. L’autorevolezza nasce dalla continuità e dalla trasparenza.
Quali KPI ritenete oggi realmente significativi per valutare l’efficacia di una strategia digitale, oltre alle metriche di vanità e come impostate il processo di analisi e misurazione?
Oltre a traffico e engagement, guardiamo a KPI di impatto reale: crescita della share of voice, qualità del posizionamento nelle SERP evolute, citazioni negli LLM, costo per acquisizione, lifetime value e contributo al fatturato.
Monitoriamo anche indicatori qualitativi: sentiment delle risposte AI, posizione della citazione all’interno delle overview, integrazione tra organico e paid.
L’analisi è continua e comparativa. Non misuriamo solo il dato assoluto, ma l’evoluzione rispetto ai competitor e agli obiettivi iniziali.
Perché un visitatore del Global Summit Marketing & Digital dovrebbe sedersi al vostro tavolo? Cosa vi differenzia dalle altre aziende del settore?
Perché oggi la sfida non è fare “più contenuti”, ma costruire asset che funzionino in un ecosistema dove SEO, social e AI sono intrecciati.
Portiamo un modello concreto: video come motore di visibilità tra GEO, SEO e piattaforme social, supportato da dati di settore, LLM analytics proprietaria e case history reali.
Siamo un partner full stack con radici digitali e un metodo chiaro. Non insegniamo, accompagniamo. Non stupiamo con slogan, dimostriamo con processi.
In un mercato che cambia velocemente, offriamo una cosa semplice: struttura, misura e una direzione precisa.