Intervista a Christian Forgione, Founder e Strategist di Digitalmood
Cosa avete apprezzato delle precedenti edizioni del Global Summit?
È la seconda volta che veniamo. L’anno scorso abbiamo apprezzato la qualità degli incontri: imprenditori preparati, con obiettivi chiari e voglia di capire. Quest’anno ci aspettiamo lo stesso: aziende ottimiste che vogliono crescere con metodo e visione.
Quali trend del marketing digitale ritenete davvero strutturali per i prossimi 3-5 anni, e quali, invece, considerate sovrastimati o transitori?
Strutturale: la convergenza tra brand e performance. Chi continua a trattarli come opposti sta costruendo su sabbie mobili. Gli algoritmi premiano chi ha identità chiara e dati coerenti, non chi insegue il trend del mese.
Sovrastimato: l’illusione del tool singolo. “Proviamo TikTok”, “Facciamo le campagne” – senza un sistema dietro, qualsiasi canale smette di funzionare appena l’algoritmo ti toglie la visibilità iniziale.
In che modo l’intelligenza artificiale sta già incidendo concretamente sul vostro modo di progettare strategie, produrre contenuti e ottimizzare le performance dei vostri clienti?
L’AI ci serve per accelerare ciò che già funziona, non per sostituire la strategia. La usiamo per analisi, ottimizzazione dei contenuti e prototipazione rapida. Ma il vero lavoro resta capire cosa ha senso per quel cliente, in quel mercato, con quelle risorse.
Stiamo già affrontando questa evoluzione con un framework di lavoro preciso insieme alle aziende nostre clienti – non per automatizzare il marketing, ma per renderle più autonome nelle decisioni operative.
Strategia, strumenti, operatività, analisi… in che modo aiutate i vostri clienti ad affrontare la Rete e le sue piattaforme e a trarre il meglio?
Studiamo il processo d’acquisto del cliente del nostro cliente: dove cerca, cosa valuta, cosa lo blocca, cosa lo convince. Solo dopo scegliamo strumenti e canali. Mai il contrario.
Costruiamo un sistema in cui strategia, contenuti e advertising lavorano insieme – non a compartimenti stagni. Poi misuriamo, correggiamo, miglioriamo. Ogni mese. L’obiettivo non è “fare digital”, è far funzionare il digital per quel business specifico.
Quali KPI ritenete oggi realmente significativi per valutare l’efficacia di una strategia digitale, oltre alle metriche di vanità e come impostate il processo di analisi e misurazione?
Quelli che collegano l’attività online al fatturato reale: lead qualificati, costo di acquisizione cliente, valore medio dell’ordine, tasso di ritorno. Le vanity metrics servono a fare bella figura nei report, non a pagare gli stipendi.
Ogni mese analizziamo insieme al cliente cosa ha funzionato e cosa no. Numeri veri, decisioni concrete.