Interviste

Intervista a Stefano Audone, Business Development Manager di Adverteaser

Quali trend del marketing digitale ritenete davvero strutturali per i prossimi 3-5 anni, e quali, invece, considerate sovrastimati o transitori?

Più che singoli canali o strumenti, riteniamo strutturale l’evoluzione verso un vero pensiero digitale: un approccio che integri in modo coerente touchpoint online e fisici, renda l’esperienza fluida per l’utente e si basi su una cultura del dato più matura.
Parliamo di quantità e di qualità dei dati, contesto e capacità di interpretarli per farli diventare asset e prendere decisioni. I canali continueranno a cambiare e a moltiplicarsi, alcuni saranno sovrastimati e altri perderanno rilevanza.
Lavoriamo da quasi 40 anni al fianco di manager e imprenditori per fare la differenza, nel medio-lungo periodo, aumentando la capacità delle aziende di orientarsi con metodo, leggendo i comportamenti e adattando le strategie con la rapidità che serve.

Come affrontate, oggi, la frammentazione dei canali e l’attenzione sempre più limitata degli utenti? Cosa potete offrire da questo punto di vista ai vostri clienti?

Integrare i canali fa parte del nostro approccio da sempre, anche quando non è espressamente richiesto.
Affrontiamo questo scenario partendo da due elementi spesso sottovalutati: qualità ed empatia. Utilizziamo i canali per far emergere il valore reale che l’azienda possiede: nei prodotti e nei servizi, nelle competenze, nella cultura e nell’organizzazione, traducendolo in esperienze rilevanti per i clienti e gli stakeholder e anche per i collaboratori.
In un contesto saturo, non vogliamo essere più rumorosi, ma più pertinenti e presenti. Ascoltare le persone, comprendere i bisogni e le aspettative, evidenziare insieme le criticità ci permette di costruire una comunicazione che rafforzi la relazione e posizioni l’azienda come partner, riducendo la competizione basata esclusivamente sul prezzo.

Come si struttura il vostro rapporto con il cliente nel tempo: siete più fornitori, partner strategici o consulenti continuativi?

PMI o multinazionali, otteniamo il massimo valore quando condividiamo obiettivi e percorso. Preferiamo ragionare insieme al cliente su quali azioni siano realmente più efficaci per la sua struttura, sviluppando interventi progressivi. Visione globale e azione step by step, passi mirati, testati e misurabili, che consentono di valorizzare nel tempo un percorso sempre più strutturato e personalizzato. Costruire un sistema relazionale è un investimento che permette di generare valore nel tempo, facendo diventare la comunicazione un asset per lo sviluppo dell’azienda.

Come adattate le vostre strategie a contesti e settori diversi (PMI, brand strutturati, B2B, B2C, professionisti)?

In 38 anni di attività abbiamo lavorato in contesti molto diversi, ma il nostro approccio resta costante: partire dall’azienda, non da un framework preimpostato.
Ogni progetto nasce dall’analisi delle risorse disponibili e dal percorso più efficace per raggiungere l’obiettivo richiesto. Entrare in un nuovo settore, per noi, significa “costruire un nuovo mondo”: comprenderne rapidamente le dinamiche, il linguaggio e le relazioni, per sviluppare una strategia coerente, sostenibile e realmente utile per il cliente.

Perché un visitatore del Global Summit Marketing & Digital dovrebbe sedersi al vostro tavolo? Cosa vi differenzia dalle altre aziende del settore?

Il nostro team è competente e affiatato, orientato alle persone e capace di utilizzare le tecnologie più adatte al risultato finale.
I nostri clienti ci riconoscono la capacità di sviluppare da zero progetti innovativi e l’affidabilità nella gestione e nella realizzazione, from concept to execution.

26° GLOBAL SUMMIT
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25 | 26 FEBBRAIO 2026

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