Interviste

Intervista a Laura Ruffato, Marketing Strategist di copiaincolla

Quali trend del marketing digitale ritenete davvero strutturali per i prossimi 3-5 anni, e quali, invece, considerate sovrastimati o transitori?

Possiamo tranquillamente dare per assodato che la ricerca di informazioni su prodotti e servizi da parte del pubblico si sia spostata su Instagram e TikTok e lì l’adv tradizionale non basta più. Vincono i creator specializzati, per un consumatore che chiede a gran voce: “Fammi vedere il risultato” dimostrando con i fatti l’efficacia di un’offerta. Crediamo che l’integrazione tra canali e piattaforme, guidata da una conoscenza raffinata del target e da un uso umano dei dati, possa supportare la creazione di una relazione di fiducia tra brand e persone anche in questo frangente. Il “doomscroll” ha già decisamente stufato il pubblico digitale e pensiamo che i contenuti long-form, editoriali, video o podcast, possano diventare asset strategici per inserire l’azienda in contesti culturali rilevanti.

In che modo l’intelligenza artificiale sta già incidendo concretamente sul vostro modo di progettare strategie, produrre contenuti e ottimizzare le performance dei vostri clienti?

L’intelligenza artificiale rappresenta per noi un mezzo di sperimentazione: nella fase di progettazione ci aiuta a rendere ogni idea più tangibile agli occhi del cliente e sicuramente ci supporta sui tempi di realizzazione dei prodotti, permettendoci di testare più strade di realizzazione creativa e tech. È uno strumento ottimo per far comunicare meglio queste nostre due anime e lo stiamo vedendo anche in una sperimentazione congiunta con la realtà aumentata. Nei progetti retail questa combo ci permette di creare un’interazione immersiva con il prodotto, colmando il divario tra online e store fisico.

Come si struttura il vostro rapporto con il cliente nel tempo: siete più fornitori, partner strategici o consulenti continuativi?

Qui siamo guidati da un vero e proprio mantra: siamo l’esatto opposto dell’essere dei meri fornitori, non abbiamo clienti ma partner.
La realtà di oggi è sfidante, gli strumenti sono in costante cambiamento, in più il pubblico viaggia verso ricambi generazionali che ne stravolgeranno desideri e necessità creando un scenario incerto e complesso da navigare per i brand. Per questo motivo pensiamo sia poco possibile sperare di raggiungere grandi risultati se non condividendo con le aziende i progetti come soci, come partner in affari, invece che come cliente e fornitore.

Come adattate le vostre strategie a contesti e settori diversi (PMI, brand strutturati, B2B, B2C, professionisti)?

Siamo un’agenzia di comunicazione integrata che opera dal Food al Pharma, dall’Industria al Beauty, agire con una prospettiva tailor-made fa parte di noi. Ogni progetto viene calibrato sulle esigenze specifiche del cliente costruendoci intorno un ecosistema di azioni sempre coerente e coeso e che ha le sue basi su un approccio data-driven. All’interno del nostro roster sono presenti sia multinazionali che storiche realtà familiari d’eccellenza nazionale, aziende B2B e B2C. Ogni strategia sviluppata DEVE tenere in considerazione delle esigenze del target di riferimento, del contesto che le aziende navigano quotidianamente e delle prospettive future del settore o non starebbe in piedi. Siamo caratterizzati da una certa dose di sincerità e siamo abituati a dire “questo meglio di no” se al cliente torna più utile essere presente su una piattaforma rispetto che un’altra, o se il tone of voice giusto sta nella direzione opposta.

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