Intervista a Rinaldo Zambello, Chief Executive Officer & Chief Sales Officer di NUR Digital Marketing

Grazie per questa intervista e per la partecipazione al #GMSummit20. Cosa avete apprezzato delle precedenti partecipazioni?
Sono ormai più di dieci anni che partecipiamo al Global Summit, per cui direi che la nostra presenza è ormai consolidata da tempo. Partecipiamo sempre volentieri e con grande entusiasmo, perché lo reputiamo un ottimo momento di confronto con i competitor e con i potenziali clienti, fondamentale per percepire il sentiment di un mercato in continuo cambiamento. Siamo nati nel 1999, e direi che possiamo ormai considerarci un’azienda storica nell’ambito del Digital Marketing, un settore dove è fondamentale analizzare i dati attuali per anticipare le prossime novità. Per farlo serve determinazione, organizzazione e passione; oltre a tanta esperienza, che da NUR sicuramente non manca.

Cosa vi aspettate da questa edizione e con che spirito vi apprestate a parteciparvi?
Come sempre, arriviamo con grandi aspettative. Il nostro obiettivo è quello di contribuire a diffondere cultura digitale presso le aziende che partecipano all’evento, aiutandole a capire l’importanza della Trasformazione Digitale e a trovare le migliori strategie di Digital Marketing per attuarla concretamente. È un approccio che, in questi 20 anni, non è mai venuto meno. E, sempre in quest’ottica di continua innovazione che contraddistingue NUR, partecipiamo anche per proporre nuove strade e nuove possibilità tecnologiche. Nel 2020, e nell’immediato futuro, queste saranno inevitabilmente segnate dall’avvento e dal progressivo affinamento di Machine Learning e Intelligenza Artificiale. Sono tecnologie di cui, anche nel Digital Marketing rivolto alle imprese, iniziano ad avvertirsi le sconfinate potenzialità. Seppur, in Italia, ciò sta avvenendo con un certo ritardo rispetto al mercato internazionale.
Al Global Summit ci aspettiamo poi di trovare, come in ogni edizione, un ambiente stimolante, comunicativo e ricettivo nei confronti dell’innovazione digitale. Uno degli obiettivi principali, nostri e dell’evento in sé, è quello di trovare aziende complementari con cui sviluppare e portare avanti nel tempo progetti digitali di successo, con una finalità win-win nei confronti del cliente. Questa visione d’insieme è per noi imprescindibile ed è sempre la base per quelle strategie che ci hanno consentito di diventare una delle aziende più rilevanti in questo settore, a livello nazionale.

Quello del 2020, appena iniziato, è un traguardo importante. Il nuovo millennio ha già visto due fondamentali decenni, che ci hanno traghettato nell’era di Internet degli Oggetti, passando attraverso il web 2.0 e Internet Mobile. Quali sono i prossimi passaggi fondamentali per il marketing?
Ormai è sufficiente informarsi tramite siti e blog di settore, giornali e notiziari – oltre ovviamente a parlare con gli esperti di settore – per capire che la risposta si trova sempre più nell’Intelligenza Artificiale (A.I.) sviluppata attraverso l’autoapprendimento delle macchine (Machine Learning). Una tecnologia che può trovare davvero tantissimi campi di applicazione. A questo proposito trovo sempre utile citare le parole di John Chambers, Chairman di Cisco Systems: «Il 40% delle aziende morirà nei prossimi 10 anni, se queste non saranno in grado di integrare le nuove tecnologie nei loro processi».
A mio avviso, questa affermazione lascia spazio a ben pochi dubbi e possibilità d’interpretazione. Come sottolinea Chambers il cambiamento, soprattutto quello digitale, è quanto mai evidente e sotto gli occhi di tutti. Negarlo o rifiutarlo sarebbe deleterio, mentre saperlo comprendere e interpretare nel modo giusto deve essere una necessità primaria per le aziende di oggi. Personalmente, condivido appieno questa visione e cerco di diffondere il più possibile questo tipo di mentalità aziendale. Per questo siamo stati tra i primi, nel campo del Digital Marketing in Italia, a sviluppare dei software che sfruttano la Machine Learning in ottica di A.I. Senza ovviamente mai perdere d’occhio le altre tendenze e le nuove opportunità che i grandi player del mercato ci offrono.

I Social Media sembrano essere arrivati a un bivio fondamentale. Nei prossimi anni si deciderà la sorte di questi strumenti, il cui successo è stato rapido e globale, ma che oggi sembrano segnare il passo. Secondo voi rappresentano ancora una grande opportunità per le aziende o c’è altro da esplorare, nei prossimi anni?
Sono anni ormai che sento dire di tutto (e il contrario di tutto) a proposito dei social. In California (sede commerciale di NUR) nel 2017 si diceva da più parti che Facebook fosse destinato a chiudere nel giro di pochi anni. Devo essere sincero: personalmente ero convinto che ciò sarebbe successo, sulla base dei dati e delle analisi che avevo osservato. Avevo citato le fonti nel corso di alcuni eventi pubblici in Italia come grandi, possibili novità. Come sappiamo, i fatti mi hanno smentito, e questo mi ha reso oggi molto più cauto nel lanciare slogan o prendere posizioni su un mercato e un settore in continuo cambiamento. Tutto può essere affermato e tutto può essere smentito. Prendiamo un altro esempio classico: da anni si dice che la SEO è morta. Eppure, ancora oggi, ci sono agenzie che fanno solo SEO, e con successo. Noi stessi lavoriamo da anni con la SEO, che viene puntualmente inserita nelle strategie di Digital Marketing, insieme a tutti gli atri strumenti e piattaforme.
Non credo quindi che i social stiano ancora segnando il passo, ma che si stiano adattando. Possono infatti mostrare le loro vere potenzialità se utilizzati verso target specifici. Ogni piattaforma ha caratteristiche diverse e si rivolge a un pubblico diverso, ed è importante sfruttare queste specificità con messaggi mirati. Personalmente, li reputo ancora strumenti molto potenti ed efficaci, se usati correttamente. Non bisogna poi dimenticare che i consumatori si aspettano che qualsiasi azienda sia presente sui social. L’aspettativa che hanno è quella di poter semplicemente prendere un device mobile e poter interagire in pochi istanti con i loro brand preferiti. Il nostro compito è cercare di soddisfare questa aspettativa.

L’anno che è appena iniziato sembra essere quello in cui prenderanno definitivamente quota i contenuti interattivi: shoppable post, Augmented Reality e Virtual Reality, video a 360°, etc. La vostra azienda cosa sta proponendo al riguardo?
Credo che gli shoppable post possano essere davvero uno strumento efficace per gli e-commerce, e un’ottima possibilità per mostrare un lato “più umano”, oltre che per stabilire una connessione emotiva con l’utente. Permettono infatti di uscire dal rigido e schematico concetto di vetrina per aggiungere suggestioni ed emozioni al prodotto, mostrandolo nella vita reale. Un concetto perfettamente in linea con l’idea di Marketing 4.0 e con il nuovo modo che le aziende hanno di relazionarsi con i clienti.
Sfruttando piattaforme social come Instagram, gli e-commerce e i brand possono vendere in maniera diretta, tramite un semplice post, identificato tramite un linguaggio di icone davvero internazionale: l’icona della shopping bag e un puntatore sull’immagine che permettono di visionare le informazioni per l’acquisto. Non parliamo più di semplici vetrine digitali; l’utente viene prima colpito da una suggestione e poi cerca le informazioni d’acquisto – tutto in un unico passaggio. È il racconto del prodotto che contribuisce alla vendita. Grazie a uno studio di visual storytelling, la foto è come il fermo-immagine di una storia in cui l’utente, contestualizzando il prodotto, può ritrovarsi.
La vera sfida consiste nel trovare il giusto modo di raccontare quell’articolo e di indirizzarlo alla persona giusta, nel momento giusto. Gli shoppable post potrebbero apparire come semplici contenuti social, ma sottendono un approccio metodico e analitico. Grazie a una mappatura approfondita delle buyer personas, a cui segue l’individuazione degli influencer più indicati, del tone of voice e del linguaggio più appropriati, abbinati certamente a una buona dose di creatività, è possibile trasmettere le suggestioni perfette per ciascun target. Integrando poi campagne di advertising ben targettizzate, il brand può relazionarsi col cliente in maniera empatica, fornendogli impressioni e suggerimenti con un contenuto utile, piacevole e che potrebbe convertirsi in acquisto con un solo touch. Questo poi è tanto più vero se si pensa che, negli Stati Uniti, Facebook sta avviando il checkout all’interno delle proprie piattaforme, rendendo quindi sempre più immediato e privo di frizioni il processo di acquisto.

Proporrete al #GMSummit20 qualche novità, oppure un prodotto o servizio che metterete in qualche modo in evidenza o di cui volete accennare in queste righe?
Assolutamente sì. Portiamo nuovi software – anche se definirli software mi sembra oggi riduttivo – che sfruttano A.I. attraverso la Machine Learning, esaltandone le performance. Nello specifico, sto parlando di Smart Jeenius, su cui troverete uno stand dedicato al Global Summit, con la nostra responsabile Alessandra Fieni.
Ma cos’è Jeenius? Jeenius è il nostro software newsletter whitelabel che permetterà ai clienti di battere la concorrenza con strategie comunicative personalizzate, anche grazie all’implementazione dell’Artificial Intelligence. Quest’ultima ha permesso infatti di creare degli add-on del software che migliorano e personalizzano le comunicazioni ricevute dagli utenti finali. I contenuti sono quindi dinamici, perché si basano sulle specifiche preferenze che ogni utente esprime selezionando e acquistando prodotti sul sito e-commerce collegato. Ciò che rende smart il nostro prodotto è l’analisi predittiva, con la quale forniamo un importante aiuto all’impresa: siamo infatti in grado di ipotizzare i possibili futuri comportamenti di acquisto dell’utente finale. Questo permette di influenzare e organizzare nuove strategie di acquisti aziendali più in linea con le richieste del mercato e capaci di ottimizzare il magazzino.
La seconda piattaforma si occupa invece della gestione automatica delle campagne AdWords, con l’obiettivo di dimezzare i budget investiti ottimizzando il ROI. Si tratta di un software unico, capace di controllare in tempo reale tutte le campagne attive sulle diverse piattaforme di utilizzo, da Google Shopping a Trova prezzi, ottimizzando i costi e chiudendo o aprendo le campagne in maniera automatica. Un piccolo esempio pratico: se voi oggi utilizzate un annuncio su Google Shopping e il vostro prezzo è più elevato del competitor, voi state spendendo soldi in pubblicità per far vendere il vostro concorrente; al contrario la piattaforma, comparando i prezzi, blocca in automatico il vostro annuncio e lo fa apparire quando siete davvero competitivi. È assolutamente entusiasmante vedere questa piattaforma all’opera e ottenere risultati misurabili.
Per quanto riguarda il secondo campo di applicazione, stiamo riportando gli stessi concetti e automatismi verso il mondo B2B: questo sarà il secondo tema delle sessioni in cui ci vedrete protagonisti negli speech.

Grazie per averci concesso questa intervista, ci vediamo a febbraio a Pacengo di Lazise (VR).

Interviste

Rinaldo Zambello di nur

21° Global Summit Marketing & Digital

17 e 18 febbraio 2021

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